Di seguito troverai le pagine che utilizzano il termine “Teenager”
Evoluzione Della Specie
Lo hai accudito e sfamato, hai fatto in modo che seguisse le tue orme e poi tu hai rincorso lui, mentre gli insegnavi ad andare in bicicletta. Per anni lo hai accompagnato su e giù per le trombe delle scale, in giro per tutto il quartiere festeggiando Halloween, perdendolo spesso di vista e ritrovandoti a sperare non si ripetesse Hansel e Gretel in chiave moderna. Hai speso interi pomeriggi al parco monitorandolo fra mille schegge impazzite all’interno di torrette e rari scivoli milanesi. Feste di compleanno su feste di compleanno, ogni volta esplorando nuovi mari, approdando a nove anni al pigiama party, tradottosi per te in una notte infinita di veglia sulla giovane camerata. Fino a quando un giorno, approfittando di un tuo attimo di distrazione, dettata forse dalla troppa confidenza, te lo hanno sostituito con un figlio adolescente. Lo guardi. Lui ti guarda. Lo scruti. Lui ti fissa non propriamente interessato. Accenni un debole sorriso e lui risponde: “Bella.” Un giro di giostra vorticoso, adrenalina alle stelle, qualche sporadico momento di nausea, poi di nuovo il sorriso, la testa che gira, il desiderio di scendere ma al tempo stesso la paura che finisca davvero. Una montagna di calzini appallottolati sotto il letto. Devi scegliere a quale delle ultime domande fatte abbinare l’unico monosillabo ricevuto in risposta. Rinvieni cereali sul pavimento del bagno. Cerchi di leggergli il pensiero e rinunci sfinita. Ripercorri mentalmente tutti i contatti avuti in questa vita con l’altro genere per ca(r)pirne i segreti ma sei consapevole che con ogni probabilità faresti prima con quello di Fatima. E alla fine accetti di ridisegnarti il costume da genitore per il carnevale della vita.
Farcry4 e i suoi adepti
Il neo adolescente ha convocato un paio di amici per una sessione di PlayStation con cena annessa. Al grido di “No, che hai combinato hai fatto cadere la bottiglia!?” mi giro, giusto in tempo per veder colare l’ultimo rivolo d’acqua lungo la gamba del tavolo. Vado in loro soccorso armata di una spugna da cucina, credo tocchi ancora all’adulto occuparsene, “Dai andate a prendere qualcosa per asciugare”, spariscono per riapparire dopo poco in processione come i re Magi, portando doni fra le mani. Mio figlio un asciugamano per la doccia, il secondo un rotolo di panni per raccogliere la polvere e l’ultimo a mani vuote come non avesse fatto in tempo a procurarsi alcunché se non lo sguardo attonito per essere stato tradito dalla fisica. Guardo loro e poi la pozza ai miei piedi e scoppio a ridere, “Siete proprio maschi ma uno straccio era troppo semplice?” Li voglio ringraziare per avermi ricordato che ci sono sempre molte soluzioni e nessuna migliore dell’altra, certo più convenzionale e per questo più noiosa. E per avermi offerto la possibilità di confrontarmi con le loro menti fresche, ancora libere da vizi, limiti e abitudini. Sarò una brava discepola.