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Fasi & Lune
Siamo arrivati qui. Un traguardo volendo ben vedere. Ognuno dei due ha imparato con e per l’altro ma non basta mai. Non appena senti di aver afferrato le dinamiche e di essere capace di affrontarle cambia tutto. Siamo prossimi ai tredici anni, i ’teen’ per intenderci, e già comincia a traballare il terreno sotto i piedi. E’ polemica a prescindere. “Credimi è normale, in questo momento ti odia perché deve costruire la sua identità e trovare il coraggio di distaccarsi da te. Passerà vedrai non prendertela.” Mi ha detto quest’estate la sua vecchia insegnante delle elementari e mia cometa di vita. Andiamo avanti. Questo pomeriggio di ritorno dalla spesa faccio il giro largo in macchina per passare davanti ai loro luoghi di incontro e lui “Non rallentare mamma tanto non c’è nessuno.” “Va bene proviamo lo stesso” “Ma dove vai?” “Passo anche al campo di calcio magari sono lì” “Mamma voglio andare a casa.” “D’accordo, d’accordo” Una volta sotto casa angelico mi ha detto “Va beh io vado a vedere se trovo qualcuno, a che ora devo tornare?” (vedo dello yoga nel mio futuro)
E-state (anche Cit.)
stiamo costruendo una generazione di futuri nonni tatuati. fra 20-30anni le spiagge ne saranno gremite, uno per ogni secchiello. bisogna vivere il presente giusto, nessuna rinuncia. solo non ce li vedo. i nonni nel nostro immaginario sono rugosi, sorridenti, fermi seppur tremuli e con le forme tipiche di chi la vita l’ha già assaporata. sfoggeranno per lo più informi e scolorite macchie sparse e senza nemmeno un passato galeotto a giustificarle. certo bisognerà sostituire i racconti del dopoguerra dei nostri e anche la storia di un tatuaggio può rapire e insegnare (in fondo comunque noi non siamo stati tanto capaci di star lontano dalle guerre nonostante tutto). dal canto mio nutro il rammarico di una mancata Pantera Rosa adagiata melliflua sull’anca… forse va bene così. (ma magari domani me lo faccio e se avrò la fortuna di avere un nipote con cui giocare a carte e che di tanto in tanto mi salterà sulla pancia seguendo il profilo del tattoo con le dita paffute, spero l’amerà quanto l’ho amata io)
Evoluzione Della Specie
Lo hai accudito e sfamato, hai fatto in modo che seguisse le tue orme e poi tu hai rincorso lui, mentre gli insegnavi ad andare in bicicletta. Per anni lo hai accompagnato su e giù per le trombe delle scale, in giro per tutto il quartiere festeggiando Halloween, perdendolo spesso di vista e ritrovandoti a sperare non si ripetesse Hansel e Gretel in chiave moderna. Hai speso interi pomeriggi al parco monitorandolo fra mille schegge impazzite all’interno di torrette e rari scivoli milanesi. Feste di compleanno su feste di compleanno, ogni volta esplorando nuovi mari, approdando a nove anni al pigiama party, tradottosi per te in una notte infinita di veglia sulla giovane camerata. Fino a quando un giorno, approfittando di un tuo attimo di distrazione, dettata forse dalla troppa confidenza, te lo hanno sostituito con un figlio adolescente. Lo guardi. Lui ti guarda. Lo scruti. Lui ti fissa non propriamente interessato. Accenni un debole sorriso e lui risponde: “Bella.” Un giro di giostra vorticoso, adrenalina alle stelle, qualche sporadico momento di nausea, poi di nuovo il sorriso, la testa che gira, il desiderio di scendere ma al tempo stesso la paura che finisca davvero. Una montagna di calzini appallottolati sotto il letto. Devi scegliere a quale delle ultime domande fatte abbinare l’unico monosillabo ricevuto in risposta. Rinvieni cereali sul pavimento del bagno. Cerchi di leggergli il pensiero e rinunci sfinita. Ripercorri mentalmente tutti i contatti avuti in questa vita con l’altro genere per ca(r)pirne i segreti ma sei consapevole che con ogni probabilità faresti prima con quello di Fatima. E alla fine accetti di ridisegnarti il costume da genitore per il carnevale della vita.
Utili Utensili
Domenica tarda.
Hulko: “Esattamente cos’è?” Mammyx: “Gateau di patate” (Silenzio) Hulko: “Ma devi ancora cuocerlo?” Mammyx: “Sì” Hulko: " Meno male non ha un bell’aspetto".
Un giorno nuovo. Avanti tutta.
Quando c`è la materia in tutte le sue accezioni.
Grazie. per aver contribuito alla crescita di mio figlio. per averlo accompagnato e guidato in questi tre anni. per averne rispettato l’individualità, spronandolo a trovare il suo posto nell’insieme.
per aver insegnato con passione. per non aver ceduto a compromessi, senza temere le invasioni di campo da parte delle famiglie. per aver suggerito soluzioni basate sul buon senso quando un rigido regolamento impediva anche i più tradizionali e goliardici festeggiamenti, mostrando loro che si può anche trasgredire con ragione.
Farcry4 e i suoi adepti
Il neo adolescente ha convocato un paio di amici per una sessione di PlayStation con cena annessa. Al grido di “No, che hai combinato hai fatto cadere la bottiglia!?” mi giro, giusto in tempo per veder colare l’ultimo rivolo d’acqua lungo la gamba del tavolo. Vado in loro soccorso armata di una spugna da cucina, credo tocchi ancora all’adulto occuparsene, “Dai andate a prendere qualcosa per asciugare”, spariscono per riapparire dopo poco in processione come i re Magi, portando doni fra le mani. Mio figlio un asciugamano per la doccia, il secondo un rotolo di panni per raccogliere la polvere e l’ultimo a mani vuote come non avesse fatto in tempo a procurarsi alcunché se non lo sguardo attonito per essere stato tradito dalla fisica. Guardo loro e poi la pozza ai miei piedi e scoppio a ridere, “Siete proprio maschi ma uno straccio era troppo semplice?” Li voglio ringraziare per avermi ricordato che ci sono sempre molte soluzioni e nessuna migliore dell’altra, certo più convenzionale e per questo più noiosa. E per avermi offerto la possibilità di confrontarmi con le loro menti fresche, ancora libere da vizi, limiti e abitudini. Sarò una brava discepola.
Uomo Perso
Mi fronteggiano sfidanti e decisi, aspettano. E’ un problema perché non vedo la provocazione e sono donna, spezzo la catena solidale. Unica al tavolo con quattro uomini, mediamente grandi ma non finiti, apprendo della teoria dell’uomo zerbino, colui che non sa dirle di no. E sorrido.
Sono minuti di grandi pacche sulle spalle e intese maschie, li osservo e penso che alla fine non siamo così distanti come spesso ci piace credere e talvolta sperare. L’uomo soffre per amore, dopo. Per essere stato debole, per essere stato vulnerabile e giura che mai più si ripeterà e così passa il resto della vita ad applicare l’insindacabile strategia, di chi ci è già passato, a suo dire indissolubile e vincente, fatta di pochi e solidi princìpi chiave: non chiedere e rispondere di no a qualunque altra donna e a prescindere, al massimo in alcuni casi, più fortunati ma di profonda turba psicofisica, concedere un forse.
Il Persuasore
- Mamma mi compri un profumo?
- Sì
- Perché sono l’unico a non avere il papà a casa. I miei compagni usano quello dei loro padri o il dopobarba così.
- Ho detto di sì, non c’è bisogno di buttarla in tragedia.